Nick Cave, il seme cattivo.


Giordano era un rockettaro di quelli grunge, perfettamente allineato alla moda degli anni Novanta. Lo incontravo spesso quando, tornando dal liceo, mi fermavo in studio da mio padre, per il quale Giordano lavorava come grafico pubblicitario, come si diceva allora, oggi graphic designer, e guai se ti sbagli, quelli se la legano al dito e ti fanno patire le pene dell'inferno consegnandoti le grafiche allo scattare dell'ultimo secondo della data di consegna. 😐

Ho divagato, vero? Comunque, tra i pochi dipendenti di mio padre, Giordano era quello con cui mi piaceva parlare di musica, nonostante lui fosse solo un rockettaro grunge, mentre io ero un metallaro di nuova generazione, cresciuto a pane e Korn, Tool, Deftones, Limp Bizkitz, Sepultura, Faith No More, Fear Factory, Pantera, roba tosta insomma, ma anche peggio, tipo Mayhem, Dark Throne, e gli Impaled Nazarene, cazzo, gli Impaled Nazarene, vi rendete conto che nomi? 😂

Giordano, quelle band le schifava tutte. Io gli rispondevo che non capiva un cazzo. Ma uno di quei pomeriggi ci scambiammo due cassettine...

Parentesi. Dovete sapere che le cassette erano diecimila volte meglio dei cd. Primo, perché erano più pratiche, le potevi toccare senza temere di sporcarle, cosa che se toccavi un cd, poi nel lettore saltava come un canguro. E secondo, perché una cassetta era praticamente eterna, potevi anche dimenticartela nella tasca dei jeans e buttarli in lavatrice, che poi sarebbe andata comunque. Magari con un po' di disturbo, ma nel death metal non costituiva questo gran problema, anzi, aggiungeva quel tocco di fastidio in più che ci stava pure bene.


Comunque, io gli avevo preparato una compilation di black metal norvegese, roba inaccessibile ai più. Sapevo che dopo dieci secondi l'avrebbe scagliata fuori dal finestrino, ma volevo assolutamente che si ascoltasse certi brani – che per inciso, ritengo tutt'oggi dei capolavori assoluti 😑. Lui invece mi regalò una compilation di brani di un certo Nick Cave, o meglio Nick Cave and the Bad Seeds.

Penso sia stata una delle cassette che ho consumato di più. Il brano che catturò subito la mia attenzione fu senza dubbio uno dei suoi cavalli di battaglia, Red Right Hand, di cui non posso che piazzarvi il meraviglioso video dalle atmosfere languide tipiche del Nick Cave di quegli anni...

Un altro brano che merita tutta la vostra attenzione – a meno che non lo conosciate già, in tal caso riascoltarlo non vi farà male – è quel gioiello di teatro pulp messo in scena nel video di Where The Wild Roses Grow, dove Nick duetta con Kylie Minogue nella ballata dell'assassino. Murder Ballads è appunto il titolo dell'album, uno dei più poetici, introspettivi e malati dell'intera discografia di Nick Cave...

Chi ama l'arte, anche senza intendersene più di tanto (come me), potrebbe aver avvertito una certa somiglianza tra il video qui sopra e l'Ophelia del preraffaellita Millais.

Il Re Inchiostro

La stampa affibbiò a Nick Cave un soprannome di grande impatto, King Ink lo chiamarono, il Re Inchiostro, alludendo certamente alla sua omonima raccolta di poesie, ma anche alla sua scrittura, creativa e prolifica come poche, vorace di storie noir e intrise nel sangue del pulp più malato.

Scrisse un libro bellissimo, E l'asina vide l'angelo, una storia torbida, ambientata in una di quelle comunità supercristiane degli Stati Uniti del Sud, tra ignoranza e superstizioni, dove un ragazzino ritardato si ficca in testa di immolare una ragazzina a Dio. Non credo sia uno spolier affermare che non finisce bene. Stiamo pur sempre parlando di Nick Cave, nessuna sua storia finisce bene. 😂



Nick Cave al cinema


La prima volta che apparve sul grande schermo fu nel 1987 in una scena de Il Cielo Sopra Berlino, di Wim Wenders. Scena in cui i due angeli protagonisti (tra i quali ricordiamo Bruno Ganz, l'Hitler più memizzato del web) entrano in un locale new wave, dove Nick si sta esibendo con i Bad Seeds, col pezzo che lo lanciò, From Her To Eternity, dedicato ad Anita Lane, una sua ex che non sarebbe riuscito a schiodarsi dalla testa e che l'avrebbe tormentato per gran parte della sua composizione musicale.

Dopodiché, come sceneggiatore e compositore ha collaborato spesso con l'amico regista John Hillcoat, scrivendo la trama de La Proposta (2005), western con Guy Pearce, Emily Watson e John Hurt, e di Lawless (2012), gangster movie con Tom Hardy e Shia LaBeouf, musicandoli naturalmente entrambi.

Sua è anche la colonna sonora di The Road, sempre di Hillcoat, tratto dall'omonimo romanzo di Comac McCarthy, e del tediosissimo L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford, del 2007, di un certo Andrew Dominik, con Brad Pitt, Casey Afflek (il fratello di Ben), Sam Rockwell e Zooey Deschanel. Un cast stellare per un film da dimenticare. Che musiche però! 😱


Ma non amo proprio tutto di Nick Cave. Per esempio, gli ultimi album, per quanto l'abbiano riportato sulla cresta dell'onda, a me non fanno impazzire. Lo preferivo ai tempi di Henry's Dream (1992), Let Love In (1994) – il cui omonimo brano continuo tutt'oggi a suonare e a cantare a squarciagola per i fatti miei, tanto per sfogarmi qualche minuto e riavviare il cervello – No More Shall We Part (2001), probabilmente il suo apice, con pezzi come As I Sat Sadly by Her Side, Hallelujah, Fifteen Feet of Pure White Snow e lo strappa-mutandine The Sorrowful Wife, altro brano con cui amo sfogarmi tutt'oggi, tre strofe dolcissime che esplodono in un blues orgasmico...🤤 

Per chiudere, Nick Cave rimane ad oggi uno dei più creativi e innovativi artisti "cult" tra i pochi ancora in vita. Ergo, se non lo conoscete, affrettatevi a farvi contagiare dalla sua voce inconfondibile e dalla sua scrittura irrefrenabile. Sia mai che vi pigli bene e poi vogliate vedervelo live. Vale la pena, dal vivo è tipo il messia. 😂

Ma piazzarvi qualche foto e video non basta per farvi capire lo spessore di questo artista. Se vi ha solleticato – parlo per chi non lo conosce, o per chi l'ha sempre rimandato – copiatevi i titoli, incollateli su Google e scriveteci a fianco "testo", e leggete cosa cavolo scrive quest'uomo. Le sue non sono solo canzoni. Sono poesie. Sono storie. Sono saggi di filosofia. Sono la vita, la morte, e Dio solo sa cos'altro...


Amen 😐

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Elia Cristofoli

scrittura creativa, video, illustrazione

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