A proposito di Storyboard

Aggiornato il: feb 13


(Prima di iniziare, ti ricordo di pigiare il ❤️ in fondo pagina, quando hai finito, ammesso che ti piaccia, s'intende 🤣)


La prima volta che ne disegnai uno, avevo suppergiù 16 anni, per un videoclip di una nota rock band italiana. Naturalmente, al tempo non ero io il regista, ero solo il figlio dell'amico del regista che sapeva disegnare. Il classico "mio cuggino", per intenderci 😂, che però era un "mio cuggino" bravino, sia chiaro 😐. Comunque, ricordo che me ne stavo lì, col regista seduto al mio fianco tipo avvoltoio. Non capivo perché volesse starmi così addosso, mi diceva come dovevo impostare la scena, e qui piazzaci la tipa di profilo, e questo fallo in campo lungo, questo in totale, quest'altro a mezzo busto, mettici degli alberi, adesso un primo piano... Me ne resi conto solo quando mi portò sul set. Solo allora capii che senza storyboard, il regista sarebbe stato spacciato. Lo consultavano tutti come fosse la loro bibbia. Il direttore della fotografia, creatura leggendaria che fino ad allora lo avevo solo letto nei titoli di testa dei film, lo scrutava come un segugio in cerca della sua preda, e poi continuava scarabocchiarci sopra, tracciando linee e freccedappertutto, fino quasi a coprire i miei disegni. Avrei voluto spappolargli la mano con un martello 😐. Già, perché mica avevano fatto delle copie, non c'era tempo, quelle appese erano le tavole originali 😱. Quelle linee e quelle frecce rappresentavano i movimenti di macchina, che per carità, è utile averli bene a mente, ma mica devi segnarli con l'Uni Posca sulle vignette, basta scriverlo a lato con una cazzo di Bic! 😑


Oggi, quelle linee e quelle frecce sono solito metterle a lato, come postille, per esempio «PA, carrellata a seguire» e il DoP (il direttore della fotografia) già capisce che si tratta di un piano americano (PA) in inseguimento (a seguire), e quindi può decidere se usare il carrello, un gimbal e così via. Senza scarabocchiare nulla. E anche volesse scarabocchiare, facesse pure, tanto mica porto gli originali. Originali che, tecnicamente, nemmeno esistono, poiché gli storyboard oggi li disegno tutti in digitale, il più delle volte con Sketchbook Pro(gratuito e meraviglioso), una passata in Photoshop per dargli quel tocco in più, e infine lo impagino con Keynote, piazzando sotto testi e indicazioni. In questo modo, il mio storyboard risulta di facile lettura sia per la troupe, che per il cliente, il quale inizia a vedere il suo video che prende forma...

Per capire l'importanza dello storyboard, basterebbe pensare all'architettura: non si costruisce una casa senza un progetto. O meglio, si potrebbe, ma ne uscirebbe un aborto approssimativo e pieno di complicazioni. La stessa cosa vale per un video. Grazie allo storyboard si arriva sul set con le idee moto chiare, e il regista può dedicarsi all'estetica del video, senza dover sforzarsi di ricordarsi quale scena fare e come impostarla. Il tempo risparmiato è decisivo. Un giorno mi piacerebbe fare un esperimento con un collega regista, girare lo stesso video in due luoghi diversi, io con lo storyboard e lui senza, e vedere chi dei due finisce più o meno puntuale e chi invece la tira per le lunghe... 😂 Naturalmente è un esperimento inapplicabile, era solo per farvi passare il concetto.

D'altra parte, mi si potrebbe obiettare che non tutti sanno disegnare. Vero, difatti, come facevano i registi con me quando ero piccolo, ci si può affidare a un disegnatore. Ce ne sono dappertutto, per tutti i gusti, di tutte le età, di tutti i livelli. E datelo un po' di lavoro a sti giovani disegnatori! E se proprio siete dei tirchi, o il budget non ve lo consente, allora fate come questi tizi qui sotto:



Sì certo, i disegni fanno cagare, ma anche il più negato saprebbe disegnare in questo modo, e comunque ci sono tutti gli elementi indispensabili per capire lo svolgimento di una scena e l'inquadratura. Certo, occorre perlomeno conoscere le basi del linguaggio video, ma lo do per scontato per un regista o per un videomaker... 🤨

Il valore di uno storyboard si aggira intorno ai 50 € a tavola, dove per tavola si intende una vignetta, massimo due. Poi dipende dalla quantità di vignette. In genere, per uno spot da 30 secondi occorrono circa una dozzina di vignette, o una ventina se il regista è pignolo (tipo me). Per un video musicale di 3 minuti, di quelli con la storiella (il playback chissenefrega di disegnarlo), occorrono minimo 20 vignette. E così via a seconda di ciò che si deve rappresentare. Ma non è necessario illustrare ogni singola inquadratura, a meno che non si stia girando un cortometraggio, o un film. In linea di massima, per gli spot e i videoclip, basta disegnare le scene salienti, mentre i cambi inquadratura si possono tranquillamente segnare in una shooting list (altro strumento importantissimo che vedo spesso ignorato).


Storyboard per lo spot SUBARU XV, 2013

Personalmente, non faccio mai pagare gli storyboard, perché essendo io stesso il regista dei video che mi vengono commissionati e sapendo disegnare, posso risparmiare qualcosa facendomeli da me 😎. Ma questo non significa che non vadano pagati! Anzi, se siete dei potenziali clienti di un videomaker o di una casa di produzione video, vi suggerisco caldamente di pretendere la realizzazione di uno storyboard ben fatto, sotto lo stimolo di un extra. Ne vale il risultato finale del vostro video.


Ossequi.




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Elia Cristofoli

scrittura creativa, video, illustrazione

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