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DOMINA

IGNORANZA

IGNORANZA DOMINA è un mini film realizzato da un team multiculturale, con interpreti veri non professionisti dalle inclinazioni politiche estreme, i cui pregiudizi nei reciproci confronti sono stati smantellati grazie alla prima esperienza su un set, in nome di una più sana amicizia, senza idee preconfezionate.

Come nacque Ignoranza

In breve, nel 2009, Manuel, vecchio amico sin dal liceo, mi confessò di avere voglia di fare qualcosa con me. Una volta esclusi i fraintendimenti di natura omo, gli dissi che sarebbe stato bello fare un corto con la sua Ford Mustang degli anni '60 e la sua combriccola di motociclisti imbruttiti. Così mi misi a scrivere, e pensai bene di ispirarmi largamente – e sottolineo largamente – alla sua storia, dedicando il cortometraggio a sua figlia, nata quando Manuel aveva appena 18 anni...

Jessica

2009 Solingo Productions

Written, directed and edited by Elia Cristofoli
Produced by Manuel Scarzi and Elia Cristofoli

 

Starring
Manuel Scarzi as Nice

With: Chiara Leoni, Marco Gollo, Alessandro "Spider" Zoppi, Cristian "Wolf" Scarzi, Daniele "Ronky" Roncari, Cristiano Tommasini, Giovanni Tiziani, Luca Viani, Alberto Baietta, Mattia Poli, Giorgia Russo, Margherita Stammati, Sibilla Lovato, Julia Piearcey

 

Crew
Director of Photography Mirko Saydo Mimi
Video operator Davide Limina
Operator assistant - Simone Venturi
Set assistant - Rosita Carlana
Backstage by Farida Saydo Mimi

Nice's voice over performed by Gabor Agoston,


Music composed for the movie by I FANTOMATICI

Additional Music
No Sin No Fun and Rockin Vegas written and performed by SIN CIRCUS
"Allegro Molto" composed by WOLFGANG AMADEUS MOZART
"Die Walküre - Act 3" composed by RICHARD WAGNER

Attori... di strada

Ignoranza Domina fu anche un esperimento sociale ben congegnato. Nel senso che gli interpreti non sono attori, ma personaggi veri. Alcuni di loro erano veramente dei fascisti, e altri gli erano veramente degli anarchici. In un contesto diverso, si sarebbero presi a mazzate sul serio. Ma io volevo dimostrare che l'esperienza magica del set avrebbe potuto aprir loro gli occhi su quanto precotti e preconfezionati fossero i loro vetusti ideali politici. Fu questo il mio vero successo. La magia del set, il divertimento condiviso e l'esperienza unica fecero crollare tutti i pregiudizi che gli uni avevano nei confronti degli altri. E infine divennero amici, e tutt'oggi fanno cene assieme e se la ridono. Se ci pensate, fa molto riflettere...

(Piccola parentesi per gli amanti della tecnica 😉)

L'anno in cui nacque il «videomaking»

Il 2009 rappresentò una rivoluzione epocale per il mondo del video, poiché si impose sul mercato la Canon EOS 5D Mark II, la prima reflex in grado di girare video in Full HD. Oggi è sembra una banalità, poiché anche il più scarso dei cellulari è in grado di girare in 4K, per non parlare dei nuovi modelli che girano addirittura in 8K. Ma allora, era una novità assoluta, poiché questo avrebbe presto aperto la strada ad un nuovo tipo di professione, il videomaker, una specie di regista senza troupe, un "regista tuttofare" per intenderci.

😅

Io la 5D ce l'avevo da qualche mese e Mirkodirettore della fotografia ormai assuefatto alle telecamere professionali, continuava a ripetermi che si trattava solo di «un bel giocattolino». Tuttavia, un giorno eravamo all'autodromo di Adria a girare dei video sulla Aston Martin BDR9. Avevamo ancorato due Panasonic P2 con ottiche cinema sulla supercar. Una cosa del tipo 30 chili per 30 mila Euro, l'una (tutto a noleggio, cosa credete).

😐

Canon EOS 5D Mark II
Aston Martin BDR9
Aston Martin BDR9

Una Panasonic era ancorata al tettuccio dell'auto, un'altra in esterna al lato passeggero con uno speciale insieme di staffe dette violino. Dopo un giro di pista ai 250 kmh si erano allentate tutte le vidi, le morse e le ventose. Stavamo per fare un danno enorme...

Ma questo non c'entra niente. Il fatto è che nel frattempo io giravo dei backstage per i fatti miei con la mia 5D nuova di zecca. E infine, quando riversammo i girati della Panasonic sul Mac, e li confrontammo con quelli della Canon, beh, tra le due camere c'era un abisso! La reflex da 4 mila Euro asfaltò definitivamente la telecamera professionale da 30 mila. La pasta, la profondità di campo, ma soprattutto la nitidezza, erano cose che solo il cinema poteva permettersi prima di allora. E Mirko fu costretto a dire: «wow»...

😮

Così, gli proposi di testarla al massimo dello stress con un cortometraggio, e al suo ok mi misi all'opera. Fu così che nacque Ignoranza. Un po' per amicizia, un po' per sperimentazione tecnica.

😎

Aneddoti che fanno ridere... 😅

Buona la prima

Per realizzare questa scena, spendemmo poco più di 15 € in un mercatino dell'usato, mentre tutto il resto lo recuperammo qua e là. Impiegammo un giorno intero per arredare un angolo del garage di Manuel in stile salotto. Cristiano impiegò un minuto per demolirlo. Naturalmente, doveva essere buona la prima, non potevamo permetterci di rifare la scena. Così, Cristiano, nei giorni precedenti, accumulò quanta più rabbia possibile, per poi sfogarla sul set. Io, Mirko, la troupe e la telecamera eravamo "al sicuro" dietro un pannello di plexiglass, onde evitare spiacevoli inconvenienti...

Slowmotion? No, slow-ignorante

Lo slowmotion a cui siamo abituati oggi, nel 2009 era un miraggio. C'era, ma era costosissimo (anche oggi in realtà). Come se non bastasse, la 5D Mark II non girava manco a 60 fps, ma solo a 30 (per dire). Così, visto il titolo del film, decisi di realizzare la scena della rissa con uno slowmotion ignorante. Vale a dire, che tutti gli "attori" dovevano fingere di menarsi in slowmo, e Spider ebbe la brillante idea di saldare una catena affinché rimanesse tesa durante questa scena. Dopo qualche take, avevamo prosciugato le lacrime dal ridere....

Jason capellone...

Non poteva mancare un cammeo del regista! Questa scena la girammo spudoratamente senza chiedere il permesso nel parcheggio sotterraneo dell'UCI Cinemas di Verona. Una sera, arrivammo con due macchine, pronti a girare. Spider si conciò da Capitan Spider, io indossai la maschera di Jason e imbraccia il machete (vero) insanguinato (finto). Dovevamo fare attenzione alla gente che tornava alle macchine, qualcuno è pure scappato a gambe levate, che poi, che problemi hai, la vedi la telecamera, asino! Comunque sia, i reati sono ormai entrati in prescrizione, per cui posso raccontarlo...

La scena fantasma

In pochi hanno avuto la pazienza di guardare oltre i titoli di coda, dove ho piazzato questa scena fantasma dei nonni del Cinghia, interpretati da Manuel e da Daniele (lo stesso Cinghia). I dolci nonnini sono impegnati a battibeccare in veneto davanti a un picchiaduro sulla Play Station. E niente, fa già ridere così.

😂

I frame dei personaggi ridisegnati

Un po' di backstage fotografico