"Ciò che non mi uccide, mi rende più... strano." – Joker

CAPITOLO 3

La rivoluzione

La rivoluzione video

Prima del 2009, i costi delle produzioni video erano proibitivi per i meno abbienti, per così dire. Se le potevano permettere solo le caste più alte della società, o al massimo privilegiati ad esse affiliati. Come il sottoscritto, lo ammetto, che per quanto povero in canna, avevo avuto la fortuna di crescere tra creativi. Altrimenti, per fare video, perlomeno a livello professionale, non bastava una digitale, che ce l'avevano più o meno tutti. Serviva conoscenza, strumentazione costosa e una troupe adeguatamente addestrata... Già! 😐

Stremata dal monopolio del video, nelle sole mani dei professionisti del settore, o più semplicemente (nonché più probabilmente) bramosa di fare terra bruciata della concorrenza, Canon escogitò un piano malefico per sdoganare il video una volta per tutte, affinché fosse finalmente alla portata di tutti.

Fu così che la multinazionale nipponica diede vita al suo capolavoro di marketing, l'illustre (e al tempo stesso famigerata) Canon EOS 5D Mark II, o  5D per gli amici.

All'apparenza una reflex come tutte le altre, la 5D "nascondeva" nel proprio sensore full frame un'abilità fino ad allora solo sperata (perlomeno da me), ovverosia la possibilità di girare video. Vero, c'erano già alte reflex sul mercato che giravano video. Ma arrivavano al massimo a 720p, vale a dire il classico HD, che faceva anche il mio iPhone 1. Ma la 5D, offrì per la prima volta la possibilità di girare video in Full HD, vale a dire 1920x1080, lo standard qualitativo imposto a livello mondiale.

Il 2009 traccia così un solco indelebile nella storia delle produzioni video. Da quel momento in poi, tutte le multinazionali del settore, ma anche le new entry, si diedero da fare per realizzare la propria versione della 5D. Tutte, tranne la Nikon, che non credeva nel video, e lo snobbava di brutto, convinta che non avrebbe mai preso piede (no, infatti 😂).

La 5D permise a molti aspiranti registi di fare video. I videoclip si centuplicarono, e così i cortometraggi, i docu, i film persino. Certo, la qualità, per molti aspetti ne stava risentendo. Ma non la qualità visiva, che era forse quasi migliore delle telecamere pro dell'epoca. Più che altro la qualità dei contenuti, spesso fatti da gente improvvisata che non aveva la benché minima conoscenza del linguaggio video.

Ma da questo tumulto, nacque la nuova figura professionale del videomaker.

Sostanzialmente, Canon detronizzò le case di produzione dall'esclusività sul video, sdoganandolo e consegnandolo nelle mani di chiunque avesse un reflex.

Certo, la 5D costava (e costa tutt'oggi)! Ma sarebbero ben presto uscite le sue sorelline, tipo la 6D, la 7D, per poi implementare il video in tutte le altre della serie. E così pure le altre marche in coda (tranne Nikon), vedendo nel videomaking, un nuovo business.

Ma perché una sola reflex avrebbe sdoganato le produzioni video, quando le telecamere amatoriali erano già disponibili sul mercato praticamente da sempre? Beh, la risposta sta nella domanda stessa. Si trattava di telecamere amatoriali. Fondamentalmente, la differenza sta nelle ottiche (od obbiettivi, come vi pare). Sfruttare la profondità di campo e creare quegli effetti di fuochi e sfocature nei video, prima della 5D era un'esclusiva del cinema. Improvvisamente, chiunque poteva farlo, anche con un banalissimo 50 mm da 100 €, ma con l'apertura a 1.8, che in fotografia fa schifo, ma in video i pixel sono sempre quelli, 1920x1080. 🤷🏻‍♂️

Nel 2009 sul set di Ignoranza Domina, girato completamente con l'allora nuova 5D Mark II.

2019, sui "tetti di Verona" con la 5D Mark IV agganciata al Ronin S. Personalmente amo il videomaking tanto quanto la regia video. Sono un ibrido in costante aggiornamento...

Questo è uno dei primissimi videoclip italiani girati con la 5D Mark II. La regia è di Giangi Magnoni e alla camera ci sono io e Nicola Barresi, anch'egli con una 5D, mentre alla direzione della fotografia c'è Umberto Ottaviani, che come tutti i dop del tempo era molto scettico riguardo alle reflex...

Aneddoto

Guardando questo video, il più acuto fra voi avrà senz'altro notato qualcosa che non quadra... Non parlo di storia o di creatività, ma di tecnica. Si tratta di certi "scattini" delle riprese, per così dire. Questo perché il primo firmware della 5D permetteva le riprese video solamente a 30 fotogrammi al secondo (fps), come da tradizione giapponese e americana. Ma la tv italiana gira a 25 fps, il che significa che ad ogni secondo ci sono ben 5 frame di scarto, che si traduce nella percezione di questi "scattini", appunto. Oggi non è più un problema, ci sono convertitori di ogni sorta. Ma vi assicuro che allora lo era, e vani furono i miei tentativi di avvisare le autorità competenti. Dopo due settimane, Canon rilasciò l'aggiornamento del firmware, che includeva anche i 25 fps, con tanto di imprecazioni del regista. 😂

Mi trovai in mezzo tra due fuochi. Da una parte la Lega dei Conservatori, convinti che le reflex non avrebbero avuto futuro e che niente avrebbe potuto scalfire le produzioni video tradizionali. E dall'altra i nuovi arrivati, i videomaker, spesso sprovveduti e improvvisati, senza la benché minima conoscenza di come si imbastisce un video, del suo linguaggio e della regia, ma desiderosi di darsi da fare. Anche se spesso e volentieri si limitava a fare colpo sulle ragazze con quisquille del tipo «sai, io sono regista, vieni a fare un video con me, ho la reflex»... 🤨

Ma sorvoliamo. Perché in realtà, io ero affascinato dal videomaking. Era un modo più veloce e "leggero" di fare video, senza le forzature di una grossa e sfiancante produzione. Volevo provarci, ma con un vantaggio non da poco rispetto ai neofiti, ovvero la conoscenza dei set veri e propri.

Ero pronto a fondere le due cose. E quale occasione migliore per sperimentare, di un cortometraggio?

Fu così che nacque Ignoranza... 😏

Scatto del 2010 per i provini della parte del protagonista nel film L'Uomo Nero. (Non è vero 😂)

Ignoranza Domina

Non è il mio primo cortometraggio, ma è senza dubbio quello di cui ne vado più fiero.

Nato come esperimento per testare la 5D Mark II, Ignoranza Domina si trasformò progressivamente in un esperimento sociale. Già, perché gli "attori" sono personaggi veri, seppur caricature di se stessi. Ho messo insieme estremisti di sinistra con estremisti di destra, e poi c'eravamo noi, la troupe, ai quali di politica non fregava nulla, ma eravamo comunque un po' preoccupati che le cose potessero precipitare... Tuttavia, nonostante la potenziale bomba, gestimmo bene la situazione. Così bene, che alla fine, sono diventati tutti amici, e tanti saluti alle ideologie! Una gran bella soddisfazione, tanto che mi è valso un grande plauso a un Festival del cinema di Montefiascone.

La co-protagonista Chiara Leoni e le "ragazze" di Rockers...

La cosa più divertente dell'epica scena della rissa tra skinhead e rocker è che non esiste slowmotion. La scena è girata normalmente, a 25 fps, ma sono gli attori a muoversi lentamente e a scimmiottare lo slowmotion. Per esempio, per tenere dritta la catena, Spider saldò tutti gli anelli tra loro, così da dare l'idea di una sferrata.

 

Siamo arrivati in ritardo di due ore rispetto alla tabella di marcia, a causa del troppo scompisciamento, 😂, causato anche dai faccioni di Marco Gollo, lo "skinhead" che combatte contro il rocker Manuel Scarzi, alias Nice (il mio velato omaggio a Nietzsche), il protagonista...

La scena epica della rissa girata a 25fps, ma con gli attori che si muovono in slowmotion, tra faccioni e 

Di seguito il video, direttamente da YouTube, caricato nel 2011, quindi due anni più tardi, quando il social di Google cominciava ad essere un buon  trampolino di lancio, ma non come oggi, ahinoi... È diviso in due tempi, il secondo parte alla fine del primo. PS: avrei tanto voluto cambiare la voce fuori campo, perché non mi ha mai convinto più di tanto, ma non avevamo i soldi per permetterci un doppiatore vero, ormai è questa, e questa rimane.

Buona ignoranza a chi lo guarda! 😎

 

Talenti Uniti

Nel 2012 fondai la United Talents, che ai più colti suonerà come la United Artists di Charlie Chaplin, ed era proprio ciò che volevo, anche se non ha avuto lo stesso successo, e va beh, pace. 😂 

UT era – o meglio, è, poiché esiste ancora – una libera associazione di creativi, dove gravitavano tra le menti più promettenti di Verona, videomaker, 3D artist, designer e creativi di varia natura...

Tuttavia, più tardi il fato mi portò alla direzione creativa in un'altra agenzia, e col tempo dovetti abbandonare il mio stesso progetto. Mi pianse il cuore, ma tenere i piedi in due staffe stava diventando insostenibile... 😰

Comunque, in quegli anni la creatività era alle stelle, e iniziai pure a insegnare, sempre alla ricerca di nuovi talenti da integrare nel nostro tessuto. Ma non a tutti piaceva l'idea di integrare nuovi elementi, un po' per gelosia dei propri spazi, un po' per invidia nelle potenzialità altrui. Io invece sono sempre stato per allargarsi a macchia d'olio, perché solo così si conquista sempre più consenso... Ops, sto parlando come un politico! 😐

La sala posa di United Talents

Autoritratto del 2013 ai tempi di UT. Ritrassi tutti i miei colleghi di allora con questo stesso stile. Potete vederli tutti sul mio BēHance.

 

V.E.R.M.I.

un progetto morto?

Non credo che VERMI sia un progetto morto. Di sicuro si è arenato, nonostante fosse pressoché finito. Ed è un peccato, perché aveva un grande valore intellettuale e un non indifferente spessore satirico...

Ma prima di spiegarvi a cosa sia dovuto questo "spreco", occorre prima di tutto spiegare cosa sia VERMI...

Lo "sprecone bastardo" dell'episodio «SPRECA»

Veronesi Estremamente Razzisti Mi Infastidiscono (V.E.R.M.I.) è una serie di cortometraggi (intorno al minuto ciascuno) realizzati da un team multiculturale di etnia, inclinazioni sessuali, confessioni politiche e credi religiosi completamente diversi. Sembra il disclaimer di Assassin's Creed. E in effetti l'ho palesemente copiato da lì. Ma per il semplice fatto che È LA VERTIÀ!

7 videomaker diversi, di età ed esperienze diverse, ognuno con il compito di realizzare il proprio episodio da un minuto, con tecnica a scelta. Tutti i corti sono stati rigorosamente scritti da me e da Spillo (Diego Spillari), e in tutti i corti il sottoscritto interpretava il pezzo di merda di turno, come il politico che parla bene ma razzola male, il cocainomane che fa cilecca, il pirata ubriacone ammazza bambini, e così via, fino al serial killer zotico e razzista, da cui in realtà è nato tutto. 

Già, perché la serie di VERMI nasce da un corto che io e Spillo avevamo realizzato l'anno prima (2016), e che portammo al Bridge Festival dove venne accolto con un certo entusiasmo.

Ora, dato l'intento buono di VERMI (seppur rappresentato in maniera estrema), perché non abbiamo mai pubblicato tutti gli episodi?

Beh, un po' per i lavori che nel frattempo si stavano accumulando, un po' per l'imminente uscita del mio primo libro, al quale dovevo prestare gran parte delle mie energie, un po' per i tempi lunghi di qualche altra testa coinvolta, più altri 450 mila problemi. Alla fine, abbiamo a malincuore deciso di "rimandare", anche se non abbiamo mai deciso il quando...

Comunque sia, è molto probabile che entro quest'anno li pubblicheremo, magari con un aggiornamento di stile...

Intanto vi piazzo qui un'anteprima assoluta, ossia uno degli omicidi del serial killer zotico e razzista, mentre uccide «il zingaro», interpretato dal nostro caro amico Cristiano Tommasini, nonché sound designer della serie. 😎

Elia nei panni del politico nell'episodio «MENTI»

«ODIALI» n.1, primo dei 5 "prequel" di VERMI...

Ed ora, una galleria di backstage molto rappresentativi... 🤣

1/6

Il Serial Killer "zotico e razzista"

Il primo V.E.R.M.I. parte dal finale di «UCCIDI» (girato l'anno successivo come "prequel", per capirci) e mi vede nei panni del serial killer zotico e razzista che sotterra l'ultimo cadavere. Il pensiero dell'assassino è volutamente formulato in dialetto veronese, ma non dovreste aver problemi a tradurlo in italiano (eventualmente attivate i sottotitoli). Oh, mi raccomando, è satira, non prendetelo per il verso sbagliato...

 

La Nuclear Blast

2017. Mi contatta una collega designer dalla Svezia, e mi chiede se volessi prendere in mano il progetto di un videoclip in animazione per il suo ragazzo.

Ovvio, le rispondo prontamente. Perché il suo ragazzo è niente po' po' di meno che Björn Strid, frontman dei Soilwork e dei The Night Flight Orchestra, band metal (la prima) e power-pop (la seconda), famose in tutto il mondo e sotto la mitica casa discografica Nuclear Blast. 😍

E nonostante il budget ridotto e i tempi da incastrare al millesimo di secondo, alla fine sono riuscito a imbastire il tutto. Dopodiché, seguirono altri due progetti, più o meno similari. Ok, non sarà la Disney, ma va considerato che ho fatto quasi tutto da solo, tranne quello dei Soilwork, nel quale ho lavorato con due animatrici davvero piene di talento...

GEMINI, dei The Night Flight Orchestra, 2017, scritto e diretto. Per gli schizzi preliminari e certi tipi di disegni ho utilizzato SketchBook Pro, per le animazioni in onion skin e in rotoscoping ho usato prettamente Photoshop. 😰

Lovers In The Rain, dei The Night Flight Orchestra, fine 2017, una sorta di omaggio a La Storia Infinita, ma non solo... Le riprese sono state realizzate presso la fumetteria Fumetti Verona, il protagonista è Leonardo, figlio del mio amico giornalista Giovanni. Le tavole sono state illustrate sempre con SketchBook Pro e Photoshop, rigorosamente su Mac e Wacom Cintiq.

Stålfågel, dei SOILWORK, 2018, scritto dalla band stessa (grandi), disegnato, animato e montato, con l'indimenticabile aiuto di Valentina Fusa (VFX), Linda Franchin (3D animator) e Gabriele Verlato (illustratore). Ci abbiamo veramente dato dentro, e in un mesetto circa abbiamo sfornato questo piccolo cartone animato spaziale...

Gli schizzi preparatori dell'astronave.

 

Parole, parole, parole...

Il mio primo romanzo venne pubblicato da Vertigo Edizioni (Roma) nel 2018. Eppure l'avevo scritto quasi dieci anni prima. Eh sì, il Piovaschi è nato intorno al 2010. Lo rispolverai nel 2017 per dargli una rinvigorita, e alla fine lo riscrissi quasi daccapo nel giro di un paio di settimane.

Alla faccia dello stacanovismo! 😂

L'anno successivo, sfornai OSTROV - L'Isola, edito da Eretica Edizioni (Salerno). In realtà nacque come sceneggiatura per un potenziale B-Movie in stile Sam Raimi, ma alla fine lo trascrissi in versione romanzata, non chiedetemi perché, l'ho fatto e basta.

Per il terzo libro, invece, Uomini Terribili E Come Evitarli (2020), il manuale ai peggiori uomini di cui una donna si possa innamorare, ho optato per arrangiarmi con Amazon Pubblishing. Più che altro per curiosità, per testare il self-pubblishing a costo zero. Tanto c'è sempre comunque da arrangiarsi e da sbattersi per promuoverlo, tanto valeva avere il pieno controllo su tutto, dall'impaginazione all'editing. Ammetto di avere dei limiti con queste ultime...

Disegnare i miei personaggi è il mio modo  per visualizzarli subito. Il Piovaschi, per esempio, è liberamente ispirato all'attore Jason Statham (Snatch)

Comunque sia, come potete appurare da queste pagine, amo scrivere. È probabilmente la mia passione numero 1, nonché il mio talento sprecato numero 48 (cit. 😂).

Coltivo la scrittura da quando ho imparato a scrivere, pressappoco dagli inizi di tutta questa storia autobiografica. Già alle elementari, infatti, mi inventavo supereroi (ridicoli) e scrivevo le loro storie, che mia madre leggeva di gusto e mi correggeva di santa ragione. La cosa più divertente erano i nomi, tipo quel Bed Man, che tradotto significa «uomo-letto», ma io intendevo dire bad, «cattivo»; o il più forte di tutti, che a scanso di equivoci avevo chiamato Iper-Mega-Maxi-Super-Marvel-Fantastic-Man. Mettiamola così, anche da bambino avevo una fervida immaginazione... 😂

Detto questo, aspettatevi di tutto nei prossimi anni, ma non chiedetemi nulla a riguardo, perché non ne ho idea. Sono uno spirito olistico. Mi lascio trasportare dal fiume della vita. 🙃

 

Oggi

Il 2020 doveva essere un anno molto proficuo. Già a fine febbraio avrei avuto lavori per tutto l'anno, fino a metà del successivo. Ma la pandemia che ha scosso il pianeta ribaltò completamente la situazione, confinandomi agli arresti domiciliari e mandando all'aria tutti i miei piani. 

In queste condizioni, avevo due possibilità:

  1. Trasformarmi progressivamente in un paranoico complottista calunniatore cacciatore di streghe e altra roba non ancora identificata;

  2. Reinventarmi. Di nuovo. 🤦🏻‍♂️

Pur avendo sufficiente materiale per imparanoiarmi a vita, optai per la seconda.

Così, mi attrezzai di un microfono plug and play da 30 €, aprii un canale Spreaker da 7 € al mese, e mi reinventai come speaker radiofonico fai-da-te, registrando e montando con effetti e musiche (licenziate) ben sette episodi del podcast più imprudente, spudorato e provocatorio che mai. Questo "giochino" mi ha tenuto occupato per quasi tre settimane. 😂

Uomini Terribili - il Podcast - di Elia Cristofoli, su Spotify, Apple Podcasts, Spreaker e Telegram

Nel frattempo, ho aggiornato la mia didattica, tenendo le prime lezioni via Zoom per una scuola privata e rinnovando corsi e workshop in versione più smart. Oltre che al corso completo di editing video, sono nati alti nuovi corsi monotematici e della durata di una sessione, come il workshop di animazione onion skin e rotoscoping con Photoshop (4 ore circa) e il workshop di storyboarding (3 ore circa), che vedranno presto la luce, e che pertanto dovrò ricordarmi di tornare qui ad aggiornare questa frase con i link alle rispettive pagine.

La prima bozza di Killed In Italy, la docu-serie sui serial killer italiani. © Elia Cristofoli 2020.

E come se non bastasse, sto ragionando a un nuovo cortometraggio, naturalmente integrato con le abilità e le conoscenze acquisite negli ultimi dieci anni. O magari sarà un lungo... Chissà? 😎

Vada come vada, per il momento è tutto.
Grazie per aver letto la mia auto-biografia, edulcorata a puntino e naturalmente priva di cose superflue (per così dire), nonché super sintetica,  dato che ce ne sarebbero di cose da raccontare... 😐

Cordiali ossequi e continuate a seguirmi,

il vostro affezionatissimo creativo di quartiere,

Elia Cristofoli

in arte Solingo

Corso-Editing-Video-Gruppo.jpg

Inoltre, già che c'ero: sono tornato a scrivere, gettando di fatto le basi per un potenziale «Piovaschi 2» (😱); ho completato la stesura del progetto KILLED IN ITALY, la serie sui serial killer italiani che realizzerò in collaborazione con Virtual Land; ho realizzato uno storyboard per un film commerciale su una delle strutture alberghiere più lussuose del Lago di Garda, con la speranza che il post-coronavirus gli permetta di tornare agli "antichi fasti".

 

Curriculum Vitae

aggiornato a gennaio 2020

Portfolio Video e Design

aggiornato al 2016 (in aggiornamento)

Elia Cristofoli

scrittura creativa, video, illustrazione

VIa S. C. di Rosa, 6 - Bussolengo - 37012 - Verona

P. Iva 033 65790231 - CF CRSLEI79B24E349F

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