"Fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita" – Confucio

CAPITOLO 2

La professione

🤔

Il nuovo millennio

Conclusa la mia dittatura illuminata al liceo artistico, e pure discretamente direi, dato il risultato non sperato di 77 (le gambe delle donne 😏), si affacciò dunque l'età adulta – «adulta» si fa per dire, dato che l'adolescenza dura ormai fino ai trent'anni 😂.

A questo punto, mi fu subito offerto un contratto di lavoro, che mi costrinse a scegliere tra il proseguimento degli studi (avrei senza dubbio scelto la facoltà di lettere e filosofia) e uno stipendio che farebbe gola a un qualsiasi diciannovenne (ma anche a un quarantenne, a dire il vero).

 

Inutile dire che la superficialità da ventenne ebbe la meglio... 😐

In questa foto, una rarissima versione di Elia dai capelli corti giallo fluo nel lontano 2001. Sembra che stiamo trafficando in chissà cosa, ma in realtà stiamo solo raccogliendo i soldi per una grigliata 😂. Siamo in Sardegna, gli altri due sono Paolo Stellini e Martino Guglielmi, entrambi celebri bassisti della scena rock veronese. La foto è di Alberto Baietta.

Col cactus!

La Onecacktus era un'agenzia pubblicitaria fondata da mio padre agli inizi degli anni Novanta, dove gravitavano creativi di ogni sorta, a cominciare da Tiziano, meglio conosciuto come «Fotona» (forse un mix tra foto e Verona, chissà 🤔), mio padre appunto. E poi graphic designer (all'epoca grafici pubblicitari), illustratori, fumettisti, copywriter e registi old school, di quelli con due palle così...

Fu probabilmente per questo che il regista Gianluca Magnoni iniziò a coinvolgermi nei suoi numerosi videoclip musicali, come Piero Pelù, MangoDolceneraVelvet e molte altre pop star di quegli anni.

Fotona in un selfie con la sua celebre t-shirt...

Inutile dire che Onecacktus rappresentò la fucina che mi forgiò. E volente o nolente, assimilai tutto quello che mi offriva il grande buffet della creatività, primo fra tutto Flash (oggi Animate), che mi permetteva di dare vita ai miei personaggi. In parole povere, potevo fare cartoon... 😱 

Elia ai tempi di Onecacktus, foto di mio padre.

 
 

Il montaggio su betacam

Il montaggio ai tempi del betacam (e comunque alcune tv continuano in questo modo, sappiatelo)

A una certa, essere il figlio del capo iniziò a starmi stretto. Così decisi di esplorare il nuovo business che sempre di più si imponeva sul mercato, quello del web, e finii a fare il web-designer in un'agenzia dal nome piuttosto banale, ma che andava molto bene. Qui imparai anche le prime tecniche di montaggio video su betacam, vale a dire videocassette preistoriche grandi come cofani.

Io a 23 anni, in pieno regime... satanico? 😂

Ma dopo aver esaurito anche qui tutte le informazioni che potevo assimilare, decisi che era giunto il momento di fare sul serio. Così, in uno sconsiderato atto tra eccitazione e incoscienza, presi la peggiore decisione della mia vita, quella che mi avrebbe condannato alla perenne libertà vigilata. Insomma, aprii la partita iva, e divenni a tutti gli effetti un libero professionist – più professionista che libero... 😐

Avevo 23 anni.

Solingo

Nei primi del 2000, una band che voleva un videoclip aveva due possibilità: sborsare un sacco di soldi nelle case di produzione consolidate; o affidarsi a me. Dico sul serio, non era come oggi che ci sono più videomaker che netturbini! Non esisteva nemmeno il videomaker come figura professionale. Io invece ero piuttosto conosciuto, giovane e con tanta voglia di sperimentare e di mettermi in mostra. Ma soprattutto, costavo poco. Perlomeno rispetto alle case di produzione, che a Verona erano due, la Kappapiù del già citato Giangi Magnoni, e la Run Multimedia di Gaetano Morbioli, che da sole rifornivano l'intera industria discografica italiana, sfornando il 90% di tutti i video musicali dei cantanti famosi. 😐

Sul set di Enrico Bicchi (La vita gira così, 2009) mentre istruisco le comparse, e mentre Giangi Magnoni (di spalle) monitora il mio operato con un'ingombrante presenza. D'altronde c'erano pure i manager della SONY sul set, e se qualcosa fosse andato storto, era la sua testa che saltava... 😂

Una delle mie copertine preferite, quella per il secondo album dei SinCircus, completamente disegnata, con tanto di mega poster interno dove ho citato di tutto e di più...  (VM18 😐)

E i cantanti e le band underground e indipendenti come facevano?

Beh, come detto, venivano da me! 😎

In questo periodo gestivo decine e decine di band, non solo veronesi, ma anche milanesi, bolognesi, persino romane. Allestivo photo shooting, realizzavo le copertine dei loro ciddì e infine giravo i videoclip. Fu un periodo fantastico! Tutti volevano farsi il video, ma pochi erano capaci e/o avevano i mezzi. Io ero capace e avevo pure i mezzi, un po' ereditati, un po' acquistati, e un po' in prestito dai registi di cui sopra, che mi hanno sempre supportato e mai mi hanno messo i bastoni tra le ruote, anzi!

E poi avevo messo in piedi una squadra coi controcazzi! C'erano i producer, il direttore della fotografia, gli operatori video, i montatori, la make-up-urtist, la stylist e via dicendo, tutti più o meno coetanei, persone che volevano darsi da fare e dimostrare il loro valore! Al completo eravamo circa una dozzina, potete trovare i loro e nomi qua e là nei crediti dei vari video. 

Mirko Saydo Mimi è un mio carissimo amico di Milano. Abbiamo iniziato a girare video praticamente insieme, sin da ragazzini, io alla regia, lui alla fotografia. Dietro, Stefano Valdes, allora producer, 2005 circa.

In quegli anni, quelli che, come me, avevano avuto la fortuna di crescere in questo settore (e la determinazione di sfruttarla) erano davvero pochi. Probabilmente un paio per regione. A differenza di oggi, che sono tutti creativi e tutti videomaker... 

Ma è probabile che io stia scrivendo al vento, che non siate manco arrivati fin qui a leggere. Potrei scrivere quello che mi pare. La gente odia leggere, ha una repulsione incondizionata nei confronti della lettura. Ma a me piace, e voglio scrivere, sia anche solo per mantenere alto il SEO del sito... 😏

Solingo era una di quelle parole che mi ronzavano in testa da un po'. L'avevo imparata a scuola, dalle poesie del Carducci e dalla Divina Commedia di Dante. Suonava così bene, Solingo, si scioglie bene in bocca come una fetta di Pata Negra. 😋

Ecco una showreel risalente a dieci anni fa, ossia una carrellata tra progetti come regista e altri come supervisore agli effetti visivi, o montatore, o dop, o che ne so...

 

Il «Rock» Politico

Nel 2005 venni convocato da Gaetano nella sua RUN Multimedia.

– Ho un lavoretto per te. – mi disse, – Sette spot da un minuto l'uno, tutti a cartoni animati, per Adriano Celentano.

– Ah. – risposi io, – Capisco, un lavoretto insomma... 😐

L'avventura RockPolitik durò all'incirca quattro mesi. La squadra era composta da due disegnatori e animatori, ovvero il sottoscritto e Andrea Rania, da un reparto 3D dell'allora Darkside Studio, dal digital compositor Mauro della Run, e naturalmente da Gaetano alla regia. 

 

Fu uno dei periodi più frenetici della mia carriera. Disegnavo ed animavo, giorno e notte, e poi si correva in RAI a Milano per consegnare il master, e poi si tornava a Verona e si ricominciava daccapo, in un ritmo senza fine, mangiando cheesburger davanti al computer e dormendo qualche ora sui divani dello studio, o su brande improvvisate, quando non direttamente sulla scrivania, per poi svegliarsi di soprassalto e ricominciare a disegnare e ad animare... 😰

Una rarissima foto negli studi RAI di Cologno Monzese (Milano), durante la diretta di RockPolitik, pronto per intervenire in tempo reale su eventuali grafiche video... 

Ma ricordo ancora con molta soddisfazione il momento in cui Celentano vide il mio primo schizzo, che lo immortalava con gli occhiali scuri e l'impermeabile nero. Mi ero palesemente ispirato a Neo di Matrix. E lui si vide così fico che decretò che quello sarebbe stato il suo look per tutti gli episodi degli spot.

– Però fammi più capelli! – aggiunse infine.

E niente, gli feci più capelli. 😂

Uno degli spot animati di RockPolitk di Adriano Celentano. Abbiate pietà, è un lavoro di 15 anni fa, si capisce dall'aspect ratio in 4:3 e dalla risoluzione video scadente (720x576). Per gli altri video di RokPolitik visita il mio Canale YouTube, e già che sei lì, iscrivitici.

😎

 

Elia Cristofoli

scrittura creativa, video, illustrazione

VIa S. C. di Rosa, 6 - Bussolengo - 37012 - Verona

P. Iva 033 65790231 - CF CRSLEI79B24E349F

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