L'albero a cui tendevi
la pargoletta mano,
il verde melograno
da' bei vermigli fior,

nel muto orto solingo
rinverdì tutto or ora,
e giugno lo ristora
di luce e di calor.

CAPITOLO 1

La formazione

Come tutto ebbe inizio

Ricordo quel giorno come fosse ieri. Doveva essere un sabato mattina. Erano circa nove mesi che galleggiavo nella mia personale, dolce e umida tenebra. Ricordo quel preciso istante in cui avvertii che stava per accadere qualcosa.

Qualcosa di terribile...

E infatti, fu proprio ciò che accadde! Così, dal nulla: si aprì uno squarcio nel buio e una luce abbagliante invase il mio piccolo spazio vitale.

È la fine, pensai. E ne ebbi la certezza quando dalla fessura entrarono una decina di tentacoli rosa che mi avvinghiarono, trascinandomi verso quella che doveva essere un’altra dimensione.

Quando oltrepassai il varco, tutto attorno mutò. La luce era così invasiva che dovetti strizzare gli occhi per non bruciarmeli. Ma la cosa che mi terrorizzò per davvero fu la sensazione di non galleggiare più. Mi sentivo improvvisamente pesante, sporco, appiccicoso, uno schifo...

Ero appena nato. 👶🏻

 

Le mie prigioni

Nel corso dei mesi, dovetti arrendermi all'inevitabile imposizione di respirare aria. Ma la cosa più difficile era la continua lotta contro la forza di gravità. Ce l'aveva sempre vinta! Ogni volta mi faceva lo sgambetto, facendomi puntualmente precipitare a terra. Maledetto NewtonMa un bel giorno, anche se non ho mai capito come, la sconfissi... e imparai a camminare.

Preparatevi umani, pensai, perché Elia è finalmente pronto a... beh, ad andare all'asilo. 😐

Così, nonostante la mia innocenza, venni rinchiuso per tre anni in un carcere di massima sicurezza, piantonato da guardie in abito nero, con una strana bandana bianca e nera in testa e un amuleto al collo, dove si distingueva chiaramente un piccolo tizio dai capelli lunghi inchiodato a braccia aperte. Credevo fosse una sorta di monito per noi detenuti, la fine che facevi se sgarravi. Poi le guardie iniziarono a spiegarci cosa significasse per davvero. Era una storia di sangue e morte. La trovai interessante. 🤔

A quel punto, la guardia Ines, alla quale stavo particolarmente simpatico, mi concesse un privilegio, che mi costò l'isolamento dagli altri prigionieri...

Ma per sapere come una suora mi insegnò a disegnare, vi rimando a questo post di godibile lettura:

La mitica Suor Ines, ignara che stava per creare un mostro, cioè me. 😏

 

La mia prima macchina fotografica. Mi sentivo già un regista... 🤣

Il lungo addestramento

Elia durante le elementari, quando tutti credevano che fossi solo un bambino carino con la faccia da furbetto. 😎

Dopo tre anni di carcere duro, venni finalmente trasferito in una struttura di sicurezza più leggera, le scuole elementari.

Fu in quel periodo che ebbi la prima visione del mio futuro, esattamente dopo aver visto Indiana Jones e i Predatori dell'Arca Perduta di Sua Maestà Steven Spielberg, e mi dissi: da grande voglio fare il regista! Qualsiasi cosa sia.

 

L'indole stava già facendosi sentire. Organizzavo le battaglie con i miei alleati e contro i nostri nemici come in un film. Ci trovavamo fuori dalle scuole all'orario prestabilito e iniziavamo a combattere con le nostre cerbottane fatte in casa, fino all'ultimo sangue. Ed io, il capo dei buoni, avevo ideato un piano per averla sempre vinta. In pratica, nelle punte delle pirole (dardi realizzati con strisce di carta) infilavamo spilli e chiodi 😱. Certo, non era propriamente una cosa da "buoni", ma il fine giustifica i mezzi, dovevamo assolutamente sconfiggere i nemici, per salvaguardare la libertà, e cose così. 😐

Ma la pacchia non durò a lungo. Non credevo che potesse ricapitare ancora. Eppure, dopo aver conseguito il diploma delle elementari, venni "premiato" con altri tre anni di penitenziario duro, ma ben peggiore dell'asilo... 😰

Erano le famigerate scuole medie, un luogo di assoluta perdizione, dove la tirannia degli insegnanti non era inferiore al bullismo degli studenti.

Fu un trauma dietro l'altro!

Il primo anno venivamo bullizzati da quelli più grandi. Il secondo anno iniziammo a bullizzare quelli del primo anno, mentre quelli del terzo continuavano a bullizzare noi. Il terzo anno, temprati dai due anni precedenti, avevamo ormai perso ogni umanità, e ci eravamo ormai trasformati negli stessi aguzzini che ci avevano vessati i due anni precedenti. 😕

Si capisce il trauma della prima media dalla mia prima polsiera col teschio. 🤣

Una breve galleria nostalgica:

1/7
 

E venne il giorno

Scontata la pena, tornai finalmente in libertà. Non avevo ancora idea di cosa mi aspettasse, ma non la vedevo bene. In fin dei conti, la pre-adolescenza non era stata poi così indulgente con me, e non vedevo come le cose potessero migliorare. Ormai ero solo, nessuno mi capiva, nessuno mi amava, le ragazze mi schifavano, e via così con la collezione completa di paranoie adolescenziali.

Venni quindi trasferito in un'ulteriore struttura. Ma appena ci misi piede, ebbi subito la netta sensazione che stavolta sarebbe stata tutt'altra cosa... 😎

Mi feci crescere i capelli, iniziai ad ascoltare death metal e misi subito in chiaro le mie intenzioni di rovesciare l'antico regime. Lo feci con la politica, divenendo di fatto il rappresentate di istituto del liceo artistico, per ben 4 anni di fila, che erano poi il percorso di studi di allora, nonostante io ne trascorsi ben due in più, per via, come dire, dell'amore che i profe provavano nei miei confronti, mettiamola così... 😐

Elia al liceo artistico, avevo circa 16 anni...

Furono anni davvero intensi, dove vidi e feci cose che voi umani non potete imaginare.

Esagerato...

Sì, beh, era per dare più enfasi alla storia. 🙄

Comunque sia, «quello che avvenne tra l'erba alta non posso dirlo per intero, ma lo spettacolo fu avvincente, e  la suspense ci fu davvero» (cit. De André).

Ma quelli erano gli anni Novanta. Anni di rabbia e di estremismi, il rock era metal, la dance era hardcore, la moda era jeans strappati e anfibi, il cinema era Tarantino, e le proteste toccarono picchi di violenza che fatevi da parte Anni Settanta...

Correva l'anno... boh, forse il 1999.

 

il 1996

Il 1996 fu un grande anno. Uno di quegli anni in cui andò tutto alla grande, senza sbavature, senza incertezze, zero stress. Uno di quegli anni in cui la creatività umana raggiunse uno dei suoi più alti apici...

E difatti, nel '96 i capolavori furono molti, tanto per ricordarne alcuni: Aeinima dei ToolAntichrist Superstar di Marilyn MansonEvil Empire dei Rage Against The MachineAll Eyez On Me di Tupac, prima che lo facessero fuori; The Great Southern Trendkill dei PanteraDust degli Screaming Trees; il debut album delle Spice Girls, che oh, a me piace 😐; e poi Fastidio di Kaos e i Messaggeri della Dopa di Neffa, vette dell'hip-hop italiano.

 

E poi filmoni come Indipendence Day di Emmerich; dal Tramonto all'Alba di Rodriguez, che lanciò George Clooney, e in cui Tarantino si svelò in tutto il suo feticismo 😂; Danny Boyle girò Trainspotting, vera icona pop di quegli anni; Wes Craven reinventò l'horror con il suo ScreamTim Burton sfornò lo spassosissimo Mars Attack; David Cronemberg se ne uscì con Crash, anche se a dirla tutta poteva risparmiarcelo, ma era sperimentazione creativa, e lo perdoniamo; e i fratelli Cohen ci consegnarono Fargo, consacrandosi definitivamente nell'Olimpo del Cinema.

Ma non è finita qui, perché: Stephen King pubblicò Il Miglio Verde, dal quale ne trassero un altro straordinario film; Evangelisti diede vita al quarto capitolo della saga sull'inquisitore Eymerich; Sepúlveda scrisse Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare; Ammaniti pubblicò Fango; mentre Lansdale stava ancora scrivendo Bad Chili... 😍

Ma il '96 fu anche l'anno in cui andai negli Stati Uniti per la prima volta, esperienza che mi avrebbe segnato per sempre, soprattutto quando dei farabutti ci rubarono le valigie, lasciando letteralmente in mutande me e io mio padre... 😂 (non fa ridere 😑)

 

E in tutto questo, come se non bastasse, a consacrare il 1996 come «anno del secolo» fu l'evento più straordinario di tutti, rappresentato nella fattispecie dalla venuta al mondo di Zoe, mia sorella, una piccola creatura in grado di riscaldare il cuore gelido che mi ritrovavo, accendendo qualcosa dentro di me, laggiù, nel profondo... Tivibì 🥰

In pratica siamo una famiglia di pubblicitari, mio padre fotografo, io videomaker e Zoe influencer. Che trio! 😂

Ma non è finita qui!

Continua a leggere...

Un Elia diciassettenne che imbraccia una micro Zoe

 

Elia Cristofoli

scrittura creativa, video, illustrazione

VIa S. C. di Rosa, 6 - Bussolengo - 37012 - Verona

P. Iva 033 65790231 - CF CRSLEI79B24E349F

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