"L'albero a cui tendevi
la pargoletta mano,
il verde melograno
da' bei vermigli fior,

nel muto orto solingo
rinverdì tutto or ora,
e giugno lo ristora
di luce e di calor."

Pianto Antico, Giosuè Carducci

1979 - Come tutto ebbe inizio


Ricordo quel giorno come fosse ieri. Doveva essere un sabato mattina. Erano circa nove mesi che galleggiavo nella mia personale, dolce e umida tenebra. Ricordo quel preciso istante in cui avvertii che stava per accadere qualcosa.
Qualcosa di terribile...

 


E infatti, fu proprio ciò che accadde! Così, dal nulla: si aprì uno squarcio nel buio e una luce abbagliante invase il mio piccolo spazio vitale.
È la fine, pensai. E ne ebbi la certezza quando dalla fessura entrarono una decina di tentacoli rosa che mi avvinghiarono, trascinandomi verso quella che doveva essere un’altra dimensione.
Quando oltrepassai il varco, tutto attorno mutò. La luce era così invasiva che dovetti strizzare gli occhi per non bruciarmeli. Ma la cosa che mi terrorizzò per davvero fu la sensazione di non galleggiare più. Mi sentivo improvvisamente pesante, sporco, appiccicoso, uno schifo...
Ero appena nato.


👶🏻

Elia pensieroso nella placenta di siua madre
 

1982-1985 - Le mie prigioni


Nel corso dei mesi, dovetti arrendermi all'inevitabile imposizione di respirare aria. Ma la cosa più difficile era la continua lotta contro la forza di gravità. Ce l'aveva sempre vinta! Non faceva che farmi cadere. Ma un bel giorno, anche se non ho mai capito come, la sconfissi, e imparai a camminare. 

Preparatevi umani, pensai, perché Elia è finalmente pronto a... beh, all'asilo.


😐

 
Così, nonostante la mia giovane età, venni rinchiuso per tre anni in un carcere di massima sicurezza, piantonato da guardie in nero con una strana bandana in testa e un singolare amuleto al collo, dove si distingueva chiaramente un tizio dai capelli lunghi inchiodato a braccia aperte. Credevo fosse una sorta di monito per noi detenuti, la fine che facevi se sgarravi. Poi le guardie iniziarono a spiegarci cosa significasse per davvero. Era una storia di sangue e morte. La trovai interessante.

A quel punto, la guardia Ines, alla quale stavo particolarmente simpatico, mi concesse un privilegio che mi costò l'isolamento dagli altri prigionieri... Ma per sapere come una suora mi insegnò a disegnare, vi rimando a questo post di godibile lettura, intitolato appunto: come una suora mi insegnò a disegnare.
 
😎

Elia Cristofoli - Le mie prigioni
Elia Cristofoli fotografo bambino

La mia prima macchina fotografica. Mi sentivo già un regista... 🤣

La mitologica Suor Ines

 
Elia Cristofoli - da bambino

Elia durante le elementari, quando tutti credevano che fossi solo un bambino carino con la faccia da furbetto. 😎

1985-1993 - Il lungo addestramento


Dopo tre anni, venni finalmente trasferito in una struttura più leggera, altrimenti conosciute come le scuole elementari.
Fu in quel periodo che ebbi la prima visione del mio futuro, esattamente dopo aver visto Indiana Jones e i Predatori dell'Arca Perduta di Sua Maestà Steven Spielberg, e mi dissi: da grande voglio fare il regista. qualsiasi cosa sia.
 
L'indole da capetto era già in corso: organizzavo le battaglie con i miei alleati e contro i nostri nemici. In pratica, ci trovavamo fuori dalle scuole all'orario prestabilito e iniziavamo a combattere con le cerbottane fino all'ultimo sangue. In qualità di capo dei buoni, avevo ideato un piano per averla sempre vinta: nelle punte delle pirole (dardi realizzati con strisce di carta) infilavamo spilli e chiodi. A ripensarci, non era propriamente una cosa "da buoni", ma il fine giustificava i mezzi, dovevamo sconfiggere i nemici, per salvaguardare la libertà, e cose così.


😐


Ma la pacchia non durò a lungo. Perché dopo aver conquistato il diploma, venni "premiato" con altri tre anni di penitenziario, e ben peggiore dell'asilo. Erano le famigerate scuole medie, dove la tirannia degli insegnanti non era inferiore al bullismo degli studenti.
Il primo anno venivamo bullizzati da quelli più grandi. Il secondo anno iniziammo a bullizzare quelli del primo anno, mentre quelli del terzo continuavano a bullizzare noi. Il terzo anno, temprati dai due anni precedenti, avevamo ormai perso ogni umanità, e ci eravamo trasformati negli stessi aguzzini che ci avevano vessati i due anni precedenti.


😕

Elia Cristofoli Rock

Si capisce il trauma della prima media dalla mia prima polsiera col teschio. 🤣

Una breve galleria nostalgica:

Elia fotografo
Elia fotografo

Già da bambino volevo fare il "regista", anche se non sapevo cosa volesse dire...

press to zoom
Elia Cristofoli anni '80
Elia Cristofoli anni '80

Elia orgogliosamente sulla sua BMX, metà anni '80...

press to zoom
Pensieroso...
Pensieroso...

Stavo giusto pensando come conquistare il mondo...

press to zoom
Elia in posa
Elia in posa

Le foto di mio padre quand'ero un cucciolo d'uomo...

press to zoom
Elia a Firenze, circa il 1987
Elia a Firenze, circa il 1987

Stavo studiando la mappa della città, per poterla conquistare meglio, si capisce.

press to zoom
1/7

In questo divertente video, vi illustro un ritrovamento archeologico senza precedenti: il mio quaderno dei supereroi delle elementari, dove inventavo, disegnavo e descrivevo tonnellate di personaggi che allora avevano un senso... 😂

 

 

* Annuncio da Google:

 
Elia Cristofoli - adolescente

Elia al liceo artistico, avevo circa 16 anni...

1994-1999 - E venne il giorno


Scontata la pena, tornai di nuovo in libertà. Non avevo idea di cosa mi aspettasse, ma non la vedevo bene. In fin dei conti, la pre-adolescenza non era stata poi così indulgente con me, e non vedevo come le cose potessero migliorare. Ero solo, nessuno mi capiva, nessuno mi amava, e via così con la collezione completa di paranoie adolescenziali.
Venni quindi trasferito in un'ulteriore struttura. Ma appena ci misi piede, ebbi subito la netta sensazione che stavolta sarebbe stata tutta un'altra cosa...


😎

Mi feci crescere i capelli, iniziai ad ascoltare death-metal e misi subito in chiaro le mie intenzioni di rovesciare l'antico regime. Lo feci con la politica, divenendo di fatto il rappresentate di istituto del liceo artistico per ben 4 anni di fila, che erano poi il percorso di studi di allora – nonostante io ne trascorsi ben due in più, per via, come dire, dell'amore che i profe provavano nei miei confronti.

😐


Furono anni davvero intensi, ma «quello che avvenne tra l'erba alta non posso dirlo per intero, ma lo spettacolo fu avvincente, e  la suspense ci fu davvero» (cit. De André).

Ma quelli erano gli anni Novanta, anni in cui il rock era metal, la dance era hardcore, la moda erano i jeans strappati e gli anfibi, il cinema era Tarantino e le proteste erano violente...

 

Elia Cristofoli 2000

Correva l'anno... boh, forse il 1999.

1996 - L'anno


Il 1996 fu un grande anno. Uno di quegli anni in cui andò tutto alla grande, senza sbavature, senza incertezze, zero stress. Uno di quegli anni in cui la creatività umana raggiunse uno dei suoi più alti apici...
 

Dal_tramonto_all_alba.jpg


E difatti, nel '96 i capolavori furono molti, tanto per ricordarne alcuni: Aeinima dei ToolAntichrist Superstar di Marilyn MansonEvil Empire dei Rage Against The MachineAll Eyez On Me di Tupac, prima che lo facessero fuori; The Great Southern Trendkill dei PanteraDust degli Screaming Trees; il debut album delle Spice Girls, che oh, a me piace; e poi Fastidio di Kaos e i Messaggeri della Dopa di Neffa, vette dell'hip-hop italiano.
 
E poi filmoni come Indipendence Day di Emmerich; dal Tramonto all'Alba di Rodriguez, che lanciò George Clooney, e in cui Tarantino si svelò in tutto il suo feticismo; Danny Boyle girò Trainspotting, vera icona pop di quegli anni; Wes Craven reinventò l'horror con ScreamTim Burton sfornò lo spassosissimo Mars Attack; David Cronemberg se ne uscì con Crash, anche se a dirla tutta poteva risparmiarci tutte quelle notti insonni; e i fratelli Cohen ci consegnarono Fargo, consacrandosi definitivamente nell'Olimpo del Cinema.

Ma non è finita qui, perché: Stephen King pubblicò Il Miglio Verde, dal quale ne trassero un altro straordinario film; Evangelisti diede vita al quarto capitolo della saga sull'inquisitore Eymerich; Sepúlveda scrisse Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare; Ammaniti pubblicò Fango; mentre Lansdale stava ancora scrivendo Bad Chili...


😍


Ma il '96 fu anche l'anno in cui andai negli Stati Uniti per la prima volta, esperienza che mi avrebbe segnato per sempre, soprattutto quando dei farabutti ci rubarono le valigie, lasciandoci letteralmente in mutande...
 
Ma a consacrare il 1996 fu un altro evento straordinario, rappresentato nella fattispecie dalla venuta al mondo di Zoe, mia sorella, creaturina in grado di riscaldare il cuore gelido che mi ritrovavo, accendendo qualcosa dentro di me, laggiù, nel profondo...

 

Elia Cristofoli e Zoe Cristofoli, qualche anno prima che si tatuasse

Un Elia diciassettenne che imbraccia una micro Zoe

 

 

* Annuncio da Google:

2000 - Il nuovo millennio

dietro_le_quinte_le_seste.jpg


Conclusa la mia dittatura illuminata al liceo artistico, e pure discretamente direi, dato il risultato non sperato di 77, si affacciò dunque l'età adulta – si fa per dire.
Mi venne offerto un contratto di lavoro, che mi costrinse a scegliere tra il proseguimento degli studi – avrei senza dubbio scelto la facoltà di lettere e filosofia – e uno stipendio che farebbe gola a un qualsiasi diciannovenne – ma anche a un quarantenne, a dire il vero.
 
Inutile dire che la superficialità da ventenne ebbe la meglio...


😐

In questo scatto, una rarissima versione di Elia coi capelli gialli nel lontano 2001. Sembriamo dei trafficanti di droga, ma stavamo solo raccogliendo i soldi per una grigliata sul mare, in Sardegna. Gli altri due sono Paolo Stellini e Martino Guglielmi, entrambi celebri bassisti della scena rock veronese. La foto è di Alberto Baietta.

 

2000-2001 - Col cactus!


La Onecacktus era un'agenzia pubblicitaria fondata da mio padre agli inizi degli anni Novanta, dove gravitavano creativi di ogni sorta, a cominciare da Tiziano, detto «Fotona», mio padre appunto. E poi graphic designer – all'epoca grafici pubblicitari – illustratori, fumettisti, copywriter e registi...
 

11894537_10206248275184565_7369129226421

Fotona in un selfie con la sua celebre t-shirt...

Elia-ucello.jpg


Inutile dire che Onecacktus rappresentò la fucina che mi forgiò. E volente o nolente, assimilai tutto quello che mi offriva il grande buffet della creatività, come Flash – oggi Adobe Animate che mi permetteva di dare vita ai miei personaggi. In parole povere, potevo fare i cartoon...

😱 

Elia ai tempi di Onecacktus, foto di mio padre.


Fu probabilmente per questo che il regista Gianluca Magnoni iniziò a coinvolgermi nei suoi numerosi videoclip musicali, come Piero Pelù, MangoDolceneraVelvet e molte altre pop star di quegli anni.
 

 

2001-2003 - Il montaggio su betacam

Video_Tape_Editing.jpg

Il montaggio ai tempi del betacam (e comunque alcune tv continuano in questo modo, sappiatelo)


A una certa, essere il figlio del capo iniziò a starmi stretto. Così decisi di esplorare il nuovo business che sempre di più si imponeva sul mercato, quello del web, e finii a fare il web-designer in un'agenzia dal nome piuttosto banale, ma che andava molto bene. Qui imparai anche le prime tecniche di montaggio video su betacam, ossia videocassette preistoriche grandi come cofani.
 

Elia-satanico.jpg

Io a 23 anni


Ma dopo aver esaurito anche qui tutte le informazioni che potevo assimilare, decisi che era giunto il momento di fare sul serio. Così, in uno sconsiderato atto tra eccitazione e incoscienza, presi la peggiore decisione della mia vita, quella che mi avrebbe condannato alla perenne libertà vigilata: aprii la partita iva.
Avevo
23 anni.

😐
 

 

2004> - Solingo


Solingo era una di quelle parole che mi ronzavano sempre in testa. L'avevo imparata a scuola dal Carducci e da Dante. Suonava bene, «solingo», si scioglie in bocca come una fetta di Pata Negra.

😋


In quegli anni, se una band voleva un video musicale aveva due possibilità: sborsare mille-mila soldi alle vecchie case di produzione, o venire da me. Dico sul serio, non era come oggi che ci sono più videomaker che netturbini. Anzi, il videomaker come figura professionale doveva ancora essere inventato. Il mio nome iniziava a girare negli ambienti e comunque sia costavo molto meno rispetto alle case di produzione, che a Verona erano due, la Kappapiù del già citato Giangi Magnoni, e la Run Multimedia di Gaetano Morbioli, che da sole rifornivano l'intera industria discografica italiana, sfornando il 90% di tutti i video musicali dei cantanti famosi.
 

30983_4831353259488_313727954_n.jpg

Sul set di Enrico Bicchi (La vita gira così, 2009) mentre istruisco le comparse, e mentre Giangi Magnoni (di spalle) monitora il mio operato. D'altronde c'erano pure i manager della SONY sul set, e se qualcosa fosse andato storto, era la sua testa che saltava.

SinCircus Cover.jpg

Una delle mie copertine preferite, quella per il secondo album dei SinCircus, completamente disegnata, con tanto di mega poster interno dove ho citato di tutto e di più...  (VM18 😐)


Gestivo decine e decine di band, non solo veronesi, ma anche milanesi, bolognesi, persino romane. Allestivo servizi fotografici, realizzavo le copertine dei loro album e giravo i videoclip dei loro singoli. Fu un periodo molto prolifico, tutti volevano un video, ma erano pochissimi quelli in grado di farli. Io ero capace e avevo pure il supporto di registi affermati, i quali mi hanno sempre teso una mano – non come oggi che ci si odia e ci si parla alle spalle come ragazzine negli spogliatoi...
 


E poi avevo messo in piedi una troupe coi controcazzi! C'erano i producer, il direttore della fotografia, gli operatori video, i montatori, la make-up-urtist, la stylist e via dicendo, tutti più o meno coetanei, persone che volevano darsi da fare e dimostrare il loro valore! Al completo eravamo circa una dozzina, potete trovare i loro e nomi qua e là nei crediti dei vari video. 
 

full.jpg


In quegli anni, quelli che come me avevano avuto la fortuna di crescere in questo settore (e la determinazione di sfruttarlo) erano davvero pochi. Probabilmente un paio per regione. A differenza di oggi, che sono tutti creativi e tutti videomaker. Ma è probabile che io stia scrivendo al vento, che non siate manco arrivati fin qui a leggere. Potrei scrivere quello che mi pare. La gente odia leggere, ha una repulsione incondizionata nei confronti della lettura. Ma a me piace, e voglio scrivere, sia anche solo per mantenere alto il SEO del sito...

😏

Mirko è un mio caro amico di Milano. Abbiamo iniziato a girare video praticamente insieme, sin da ragazzini, io alla regia, lui alla fotografia. Dietro, Stefano, allora producer, 2005 circa.

Ecco una showreel risalente al 2010, una carrellata tra progetti come regista o come supervisore agli effetti visivi, montatore, dop, eccetera

 

2005 - Il «Rock Politico»


Nel 2005 venni convocato da Gaetano nella sua RUN Multimedia.
– Ho un lavoretto per te. – mi disse, – Sette spot da un minuto l'uno, tutti a cartoni animati, per Adriano Celentano.
– Ah. – risposi io, – Capisco, un lavoretto insomma...


😐


L'avventura RockPolitik durò all'incirca quattro mesi. La squadra era composta da due disegnatori e animatori, da un reparto 3D e da Gaetano stesso, naturalmente alla regia. 
 
Fu uno dei periodi più frenetici della mia vita. Disegnavo ed animavo, giorno e notte, si correva in RAI a consegnare il master, poi si tornava a Verona e si ricominciava, in un ritmo senza fine, mangiando cheesburger davanti al computer e dormendo qualche mezz'ora sui divani dello studio, quando non addirittura su brande improvvisate, per poi svegliarsi di soprassalto e ricominciare a disegnare, animare...


😰

images.jpeg

Una rarissima foto negli studi RAI di Cologno Monzese (Milano), durante la diretta di RockPolitik, pronto per intervenire in tempo reale su eventuali grafiche video... 


Ma ricordo ancora con molta soddisfazione il momento in cui Celentano vide il mio primo schizzo, che lo immortalava con gli occhiali scuri e l'impermeabile nero. Mi ero palesemente ispirato a Neo di Matrix. E lui si vide così fico che decretò che quello sarebbe stato il suo look per tutti gli episodi degli spot.
– Però fammi più capelli. – aggiunse.
E niente, gli feci più capelli.


😂

 

2018> - Parole, parole, parole...


Il mio primo romanzo venne pubblicato da Vertigo Edizioni (Roma) nel 2018. Eppure l'avevo scritto quasi dieci anni prima. Eh sì, il Piovaschi è nato intorno al 2010. Lo rispolverai nel 2017 per dargli una rinvigorita, e alla fine lo riscrissi quasi completamente nel giro di un mese.

L'anno successivo, sfornai OSTROV - L'Isola, edito da Eretica Edizioni (Salerno). In realtà nacque come sceneggiatura per un potenziale b-movie in stile Sam Raimi, ma alla fine lo trascrissi in versione romanzata, non chiedetemi perché, l'ho fatto e basta.

 

Elia Cristofoli Libri


Per il terzo libro, invece, Uomini Terribili E Come Evitarli (2020), il manuale ai peggiori uomini di cui una donna si possa innamorare, ho optato per Amazon Pubblishing. Più che altro per curiosità. Tanto c'è sempre comunque da sbattersi per promuoverlo, tanto valeva avere il pieno controllo su tutto, dall'impaginazione all'editing. Ammetto di avere dei limiti con queste ultime...
 

Lucio Piovaschi - di Elia Cristofoli

Disegnare i miei personaggi è il mio modo  per visualizzarli subito. Il Piovaschi, per esempio, è liberamente ispirato all'attore Jason Statham (Snatch)

 

Il VentiVenti

 

Il 2020 doveva essere un anno molto proficuo. Già a fine febbraio avrei avuto lavori per tutto l'anno fino a metà del successivo. Ma la pandemia che ha scosso il pianeta ribaltò completamente la situazione, confinandomi agli arresti domiciliari e mandando all'aria tutti i miei piani. 

In queste condizioni, avevo due possibilità:

  1. Trasformarmi progressivamente in un paranoico complottista cacciatore di streghe e altra roba non ancora identificata

  2. Reinventarmi, di nuovo.

Pur avendo sufficiente materiale per imparanoiarmi a vita, optai per la seconda.

Così, mi attrezzai di un microfono da 30 €, aprii un canale Spreaker da 7 € al mese, e mi reinventai come speaker radiofonico fai-da-te, registrando e montando con effetti e musiche (licenziate) ben sette episodi del podcast più imprudente, spudorato e provocatorio che mai. Questo "giochino" mi ha tenuto occupato per quasi tre settimane.

Uomini Terribili - il Podcast - di Elia Cristofoli, su Spotify, Apple Podcasts, Spreaker e Telegram


Inoltre, già che c'ero: sono tornato a scrivere, gettando di fatto le basi per un potenziale «Piovaschi 2» (😱); ho completato la stesura del progetto KILLED IN ITALY, la serie sui serial killer italiani che realizzerò in collaborazione con Virtual Land; ho realizzato uno storyboard per un film commerciale su una delle strutture alberghiere più lussuose del Lago di Garda, con la speranza che il post-coronavirus gli permetta di tornare agli "antichi fasti".
 

Killed in Italy - © Elia Cristofoli 2018

La prima bozza di Killed In Italy, la docu-serie sui serial killer italiani. © Elia Cristofoli 2020.


Vada come vada, per il momento è tutto.
Grazie per aver letto la mia autobiografia, edulcorata al punto giusto e naturalmente priva di tutto ciò che non si deve sapere.


😅

Ossequi e continuate a seguirmi,
il vostro affezionatissimo creativo di quartiere,
Elia Cristofoli, in arte Solingo

 

Immagine-Profilo.jpg
 

 

* Annuncio da Google:

Curriculum Vitae
aggiornato a gennaio 2021